La pagina del Presidente


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E’ arrivato in un baleno! Ma come chi? Il Natale no? Questi tre mesi sono proprio volati tra campionati allenamenti e partite. In mezzo a tutto questo ci sono stati anche alcuni eventi significativi come la festa iniziale delle squadre, la partita del cuore, gli incontri con don Francesco, gli allenatori, i dirigenti ed i genitori.

Domenica scorsa abbiamo fatto la festa di Natale in oratorio dove abbiamo consegnato i regali a tutti gli atleti presenti e dove abbiamo anche consegnato i premi “Narciso Cason”. Per il calcio ci è sembrato giusto premiare il nostro Antonio Loda responsabile delle attrezzature che con grande sacrificio ha supervisionato i lavori del nuovo spogliatoio con grande dispendio di tempo ed energie, mentre per la pallavolo abbiamo premiato la nostra Noemi Vaccarello per l’impegno profuso nel prendersi l’incarico di allenare le piccole del minivolley, oltre a seguire il suo staff in under 12 ed aiutare tutti gli allenatori bisognosi di una mano.

Mi piace usare la parola “nostro” per identificare una persona che si mette a disposizione della nostra società sportiva! Anche durante il discorso alla festa di Natale ho utilizzato per la prima volta le parole “miei dirigenti”, “miei allenatori”, “miei atleti e atlete” perché effettivamente vi sento miei. E’ come quando qualcuno entra a far parte di una nuova squadra e nello spogliatoio da principio si mette in un angolino risponde a qualche domanda, ride delle battute degli altri, poi via via che passa il tempo conosce i compagni, il mister e tutte le altre persone e allora comincia a buttarsi fuori e a dire quello che ha dentro perché quella è diventata la sua squadra, quelli saranno i suoi compagni e quello sarà il suo mister.

Sono entrato in società in sordina come giocatore, mi sono messo a disposizione dei compagni, dell’allenatore, poi visto l’approssimarsi della fine del calcio giocato ho studiato per allenare e così ho fatto, poi sono entrato nel direttivo ed oggi eccomi qua da quasi tre anni presidente. Io mi sono sempre sentito “di qualcuno”, era bello dire sono della Freccia Azzurra, mi riempiva di orgoglio dirlo, forse perché tutte le persone che ho incontrato e con le quali ho allacciato relazioni, mi hanno dato qualcosa e a tutte spero di aver dato qualcosa. Per me non si era della prima squadra, dei pulcini, dell’under 12 o della seconda divisione, ma si era “della Freccia”. Senso di appartenenza? Certo! Una mia malattia? Possibile! Una mania? Non lo so. So solamente che oggi provo veramente un forte attaccamento alle persone, specialmente a quelle che ci vogliono essere, a quelle che non guardano cosa fanno gli altri, ma guardano a quello che si può fare, a quelle che non pensavo negativo, ma positivo, a quelle che danno a tutti un’opportunità, a quelle che perdonano, a quelle che ascoltano, a quelle disposte a mettersi da parte, a quelle che lavorano e non vogliono riconoscimenti ed a quelle che aiutano a tirarti su anziché spingerti ancora più in fondo.

A che bei pensieri, sembrano proprio pensieri di Natale. Chiederò tutto questo nella mia letterina: una società unita dove le persone si vogliano veramente bene. Chissà che un giorno mi arrivi tutto questo come regalo, nel frattempo io lavoro e mi darò da fare insieme a tutte quelle persone che vorranno essere “della Freccia Azzurra”. Puntiamo in alto e scegliamo bene, il bene.
Buone feste a tutti!

 

 

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